Le
conoscenze acquisite
consentiranno a questo
personale di elaborare
le “previsioni sul
pericolo valanghe” che
in Italia sono
disponibili
quotidianamente sul sito
web “www.meteomont.org”.
Tale sito, integrato con
l’aggiornamento dei dati
fornito dal servizio
meteorologico
dell’Aeronautica
Militare, costituisce
l’unico servizio
gratuito di previsione a
disposizione di tutti
gli amanti della
montagna a livello
nazionale.
Il fatto che, in ambito
internazionale, sia
stato affidato agli
alpini del Meteomont il
compito di addestrare il
personale afghano in
questo delicato settore,
costituisce un’ennesima
prova dell’elevata
professionalità delle
Truppe Alpine, sempre
più area di eccellenza
delle Forze Armate
Italiane, anche in
ambito internazionale,
per quanto attiene alle
operazioni in montagna e
in terreni ad elevato
valore impeditivo.
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3000 le visite mediche a
Camp Arena
a supporto della
popolazione


Herat, 23 gennaio 2011 –
Presso la base di Camp
Arena ad Herat, sede del
Comando Regionale Ovest
(RC W), nel 2010 sono
state superate le 3000
visite mediche a favore
delle famiglie afgane
che vivono nell’area.
Ogni mattina, al
cancello secondario
della base, si
presentano donne,
bambini e adulti che
chiedono di poter essere
visitati dai medici
militari, visto che la
città di Herat è lontana
quasi 10 chilometri.
L’infermeria del Forward
Support Base (FSB) di
Camp Arena, ovvero del
comando che supporta
logisticamente il
personale e le
operazioni della base,
ha allestito, in
prossimità
dell’ingresso, un
piccolo ambulatorio
composto da due
container. Il primo
adibito a locale visite,
il secondo a farmacia.
Inoltre, nella zona
antistante
l’ambulatorio, è stata
predisposta un’area al
coperto dove i bambini
afgani trovano anche dei
giocattoli per passare
il tempo durante
l’attesa.
Il 70 percento delle
persone visitate sono
state donne e bambini.
La maggior parte delle
patologie di lieve
entità che riguardavano
gastroenteriti,
affezioni delle vie
aree, dermatiti, ustioni
e ferite. Attualmente,
le visite mediche sono
garantite dall’Ufficiale
medico del Task Group
Shark (TG Shark). Ogni
mattina, quando non ci
sono emergenze che
richiedono l’intervento
del soccorso aereo, il
dottore e due
infermieri, sempre dello
stesso team medico, si
recano nell’ambulatorio
e visitano i civili
locali.
L’ingente quantitativo
di medicinali che viene
distribuito in
ambulatorio proviene da
donazioni volontarie
italiane che la cellula
CIMIC del comando
provvede a far giungere
in teatro.
Si tratta di un piccola
attività umanitaria che
si aggiunge alle altre
molteplici iniziative
che i militari e civili
italiani svolgono ogni
giorno a favore della
popolazione afgana per
supportare il processo
di sviluppo economico e
sociale del Paese.
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Completato il primo
progetto CIMIC del 2011
nel
distretto di Bakwa
grazie alla generosità
dell’ANA veneta

Herat, 21 gennaio 2011 –
Nella giornata odierna
e’ stato completato il
primo progetto CIMIC in
supporto alla
popolazione del
distretto di Bakwa da
parte del personale
della Task Force South
East, a guida 7°
reggimento alpini.
Presso il villaggio di
Baktiar è stato infatti
inaugurato e consegnato
alla popolazione, circa
300 abitanti, un nuovo
pozzo sito nella parte
centrale del villaggio e
pertanto accessibile a
tutte le famiglie.
Il Comandante della Task
Force, Col. Paolo SFARRA,
ha consegnato il pozzo
al capo villaggio con
una semplicissima
cerimonia allo scopo di
non esporre la
popolazione ad eventuali
rappresaglie da parte di
nuclei di insurgents
ancora operanti
nell’area. Tale piccolo
passo rappresenta un
grande successo per il
personale della Task
Force che, a fronte di
numerosi progetti
sviluppati nel distretto
del Gulistan, aveva sino
ad ora trovato maggiori
problemi nelle relazioni
con la popolazione del
distretto di Bakwa.
Il minuzioso lavoro
svolto sul territorio
negli ultimi mesi ha
dato i suoi frutti e,
con effetto domino,
altri villaggi si sono
aperti con fiducia alle
forze della coalizione e
forze di sicurezza
afghane. Di conseguenza
sono pervenute numerose
richieste di supporto e,
in collaborazione con le
autorità locali, sono
stati iniziati numerosi
progetti CIMIC.
Il progetto è stato
realizzato grazie a
fondi messi
generosamente a
disposizione dalla
Sezione di Feltre
dell’Associazione
Nazionale Alpini, che ha
voluto con questo gesto
dare un aiuto concreto
al popolo afghano ed
essere simbolicamente a
fianco dei colleghi in
armi del 7° reggimento
alpini. Ammontano ad
oltre 9.000 euro i fondi
donati dalle Sezioni ANA
di Belluno, Cadore,
Feltre, Valdobbiadene e
Vicenza.
Nel complesso le
attività CIMIC svolte
dalla Task Force South
East a partire dal 1
settembre 2010 hanno
impegnato circa 200.000
euro in diversi
progetti, dando così un
aiuto concreto ed
ottenendo il plauso e la
gratitudine della
popolazione dei
distretti di Bakwa e
Gulistan. L’impegno
della Task Force, con il
prezioso contributo
delle autorità locali e
le forze di sicurezza
afgane, proseguirà al
fine di sostenere la
popolazione e di creare
le condizioni per un
futuro migliore per
tutto il popolo afghano.
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Afghanistan:visita del
Ministro dello Sviluppo
Economico e del
Sottosegretario di Stato
alla Difesa.
On. Guido Crosetto :
“in Afghanistan
non può e non deve
esistere solo una
soluzione militare”

Herat, Afghanistan – 14
gennaio 2011 -
Il Ministro per lo
Sviluppo Economico,
On.le Paolo Romani, il
Sottosegretario di Stato
alla Difesa, On.le Guido Crosetto e il Comandante
del Comando Operativo di
Vertice Interforze
(COI), Generale di Corpo
d’Armata Giorgio
Cornacchione, hanno
visitato il contingente
italiano di stanza in
Afghanistan nei giorni
14, 15 e 16 gennaio.
La delegazione è
arrivata nell’Aeroporto
di Herat il 14 gennaio
accolta dal Gen.B.
Marcello Bellacicco,
Comandante del Regional
Command West (RC W),
comando su base brigata
alpina Julia.
Il giorno 15, la
delegazione, a bordo
degli elicotteri EH 101
del Task Group Shark, ha
raggiunto la base
avanzata “ICE” (Forward
Support Base FOB “Ice”),
della Task Force South
East (TF SE) su base 7
Reggimento Alpini, al
comando del Ten. Col.
Antonio Arivella.
Subito dopo
l’atterraggio,
all’interno della FOB
Ice, il Ten. Col.
Arivella ha fatto un
punto di situazione
sulle attività in corso
nel Gulistan. “Abbiamo
diverse operazioni in
corso – ha spiegato il
Ten. Col. Arivella –
normalmente facciamo una
continua attività di
show the presence lungo
tutta la valle, poi
facciamo operazioni di
CIMIC delivery
[distribuzione di
materiale nell’ambito
della Cooperazione
Civile e Militare
CIMIC], operazioni di
clear road da parte del
Genio, ovvero punto per
punto marchiamo tutto il
territorio per rinvenire
l’eventuale posa di
ordigni improvvisati,
poi facciamo operazioni
di supporto medico e
veterinario alla
popolazione locale”.
Durante la visita
all’interno della FOB
“Ice” il Ministro ha
affermato “innanzitutto
per noi è importante
stare qua, tra i
ragazzi, capire come
interagiscono con la
popolazione locale, come
ampliano le bolle di
sicurezza, come ci
possiamo muovere in
Gulistan. Questa infatti
è una zona di
recentissima
acquisizione per il
contingente italiano. La
mia vuole essere una
testimonianza di
interesse e di
conoscenza del lavoro
svolto in Afghanistan
dai nostri militari”.
Successivamente, la
delegazione,
accompagnata dal gen.
Bellacicco, si è
trasferita in elicottero
presso la FOB “Camp
Lavaredo” di Bakwah,
attualmente sotto il
comando del Col. Paolo
Sfarra, del 7°
Reggimento Alpini. Il
Col. Sfarra ha mostrato
le varie attività della
FOB, che è l’ultima in
ordine nascita tra gli
avamposti italiani in
Afghanistan “Bakwah – ha
spiegato il Col. Sfarra
- è situata su una via
di comunicazione
importante che ha grosse
potenzialità di sviluppo
perché collega la città
di Farah alla città di
Delaram che sono due
centri molto importanti.
La presenza sul
territorio è essenziale.
Non si può pensare di
controllare il
territorio o di aiutare
gli afgani stando
concentrati in
grossissime basi,
uscire, stare in mezzo
alla gente, stare in
piccole FOB, che anche
se disagevoli, però ci
consentono di avere
stare più sul
territorio”.
Anche l’On.le Guido
Crosetto ha voluto
evidenziare come “non
esiste una soluzione al
problema Afghanistan
solo militare, ogni tipo
di risorsa che il nostro
Paese riesce a mettere
in campo per aiutare il
processo di sviluppo
economico e sociale e di
ricostruzione di questa
bellissima terra afgana
e ben venuta. L’attività
di sicurezza delle
nostre forze armate si
svolge in sinergia con
quelle del Ministero
degli Esteri e la
presenza del Ministro
Romani fa ben sperare in
un futuro più ampio
coinvolgimento di altre
realtà Istituzionali e,
perché no, private
italiane”.
Dopo la visita a Bakwah
la delegazione è
rientrata ad Herat dove
ha visitato la TF Fenice
dell’Aviazione per
l’Esercito Italiano,
attualmente sotto il
comando del Colonnello
Michele Tanzarella, che
ha mostrato gli ambienti
di lavoro della TF e gli
elicotteri in dotazione,
gli AB 205, i CH-47 e,
in particolare gli
elicotteri Mangusta
A-129. La TF Fenice
svolge una continua
attività di supporto
alle operazioni di terra
sia con il trasporto del
personale e di
materiale, sia con
operazioni contro gli
insurgents a
salvaguardia e supporto
dell’esercito e della
polizia afgana e dei
militari della
coalizione.
La giornata si è
conclusa con la visita
alla Joint Air Task
Force (JATF), al comando
del Col. Maurizio
D’Andrea, dove la
delegazione ha potuto
osservare da vicino le
capacità di ricognizione
e sorveglianza aerea dei
velivoli a pilotaggio
remoto Predator e dei
cacciabombardieri AM-X.
Assetti sempre più
importanti in
Afghanistan, viste le
potenzialità di
dissuasione e
prevenzione contro gli
attacchi degli
insurgents, a tutela di
coloro che operano sul
terreno, grazie alle
capacità di sorveglianza
su ampie aree, in tempo
reale.
Il 16 gennaio la
delegazione ha fatto
visita alla TF South, su
base Reggimento Lagunari
Serenissima. Durante la
visita, insieme al
Comandante della Task
Force, Col. Giovanni
Parmiggiani, hanno
partecipato ad una
pattuglia lungo
l’arteria di
comunicazione fra Farah
e Bakwa.
Presso il villaggio di
Kheyrabad, dopo circa
40 percorsi a bordo dei
VTLM Lince, la
delegazione ha
incontrato il capo della
Shura locale Sig.
Mohammad Majid. Il
villaggio rappresenta un
importante snodo di
comunicazione fra le
provincie di Farah e di
Bakwa.
Il Ministro, nel
pomeriggio, dopo aver
pranzato con i Lagunari
ha lasciato la FOB “El
Alamein” per rientrare
in serata al Comando di
RCW ad Herat.
Nella serata del 16
gennaio si è svolta a
Camp Arena un incontro
tra la delegazione, il
Governatore della
Provincia di Herat,
Dott. Daud Saba, e il
Comandante del
Provincial
Reconstruction Team di
Herat, il Col. Antonino
Inturri. Il Ministro ha
espresso il proprio
apprezzamento per il
lavoro fin ora svolto e
si e’ interessato ai
futuri progetti per lo
sviluppo dell’area.
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Gli alpini del 7°
reggimento accolgono i
colleghi dell’Afghan
National Army

Herat, Afghanistan – 03
dicembre 2010 – Con un
CH 47 sono giunti tra le
alture del Gulistan i
primi militari dell’Afghan
National Army che
andranno ad operare con
gli alpini del 7°
rgt.alp. che da
settembre prestano
servizio in un’area
delicata al confine con
l’Helmand. La presenza
del personale afgano,
per quanto ancora
minima, permetterà da un
lato una maggiore
possibilità di
collegamento con la
popolazione civile,
dall’altro una più ampia
capacità d’azione degli
uomini sul terreno. La
Task Force South East,
su base 7° reggimento
alpini di Belluno, opera
nell’area del Gulistan a
400 km dal capoluogo
Herat in una valle
particolarmente
impervia. Con una serie
di movimenti assicurati
dalla Task Force Fenice
dell’Aviazione
dell’Esercito un plotone
afghano proveniente
dalla 2° brigata di
stanza a Kafir Kala ha
raggiunto la FOB “Ice”
sede del battaglione
“Feltre”. Una
cinquantina sono i
militari afghani che,
seguiti da due mentor,
andranno ad operare con
gli alpini. “Il plotone
fa parte del 2°
kandak di manovra”
spiega uno dei mentor
il Magg. Andrea Salvador
“sono il nucleo avanzato
di una unità che
potrebbe essere
schierata in questa
zona”. Tra pochi giorni
i militari afghani
lavoreranno sul terreno
gomito a gomito con il
personale italiano in
quell’area. La presenza
dell’esercito si va ad
aggiungere a quella
della polizia in un
progetto di incremento
della presenza degli
assetti del governo
afghano in un’area che
fu zona di attività
degli insurgents.
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Il Generale Petraeus
visita gli alpini in
Gulistan

HERAT, Afghanistan – 02
dicembre 2010 – Il
Comandante della
missione ISAF, generale
Petraeus, ha visitato
oggi gli alpini del 7°
della Task Force South
East in Gulistan.La Task
Force South East è la
veterana in teatro
operativo, il suo
dispiegamento infatti è
avvenuto due mesi prima
degli altri colleghi
della Julia. Gli alpini
del 7° di Belluno
infatti sono impiegati
in un’area, l’Op. Box
Tripoli, un tempo sotto
controllo statunitense.
Dal 1 settembre i
soldati italiani operano
nell’area con notevole
successo.Successo che
oggi è stato
sottolineato dal
generale Petraeus che ha
visitato una delle tre
basi dove gli alpini
sono dislocati nella
sensibile zona del
Gulistan. Zona al
confine con l’Helmand.
“L’approccio italiano” e
i suoi risultati sono
stati elogiati dal
Generale americano che
ha visitato gli alpini
del 7° e i genieri del
2° di Trento presso la
FOB “Ice” in una valle
particolarmente
impervia. Nell’occasione
ha incontrato gli
anziani del villaggio di
Qal’a-I-Kuhna a poca
distanza dalla base
militare in un’area
sicura al centro dello
stesso.L’area, nel breve
periodo di attività
italiana, ha già
ricevuto l’attenzione di
quattro progetti CIMIC
volti a migliorare le
condizioni di vita di
quest’area
periferica.Rivolgendosi
al gen. Petraeus gli
anziani hanno ricordato
come il lavoro del Col.
Sfarra e dei suoi alpini
sia sentito come
fraterno e in linea con
le loro esigenze.
Accompagnato dal
comandante di RC West
generale Bellacicco, il
comandante della
missione NATO in
Afghanistan ha poi
visitato una Task Force
statunitense che opera,
sotto comando italiano,
nell’Ovest del paese.
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Scolarizzazione
anche nei distretti più
remoti
L’impegno
del PRT di Herat

HERAT, Afghanistan - 30
novembre 2010 – Una
nuova scuola donata alle
giovani generazioni
afghane. Una struttura
scolastica inaugurata
dal Capo Dipartimento
dell’Educazione della
Provincia di Herat, Mr
Tanha e del Comandante
del Provincial
Reconstruction Team,
Col. Antonino Inturri
nel villaggio di Band
Abad, nel Distretto di
Pashtun Zargun. Una
folla festosa tra cui
spiccavano molti bambini
e adolescenti ha fatto
da cornice all’ennesimo
tassello italiano posto
lungo la via della
transizione che ha,
nell’educazione e nella
salvaguardi dei più
deboli, un attenzione
particolare
Dal 2005 ad oggi,
infatti, il Provincial
Reconstruction Team ha
edificato 56 complessi
scolastici di cui ben
cinque nella sola area
di Pashtun Zarghun.
Il progetto, sviluppato
su richiesta delle
locali autorità afghane,
mira a incrementare lo
scarso numero di
infrastrutture dedicate
all’istruzione presenti
sul territorio extra
urbano della provincia
per contribuire a
migliorare la formazione
culturale dei giovani
afghani.
Laddove i giovani
afghani seguivano le
lezioni sotto tenda,
privi di ogni servizio
essenziale quale
l’accesso all’acqua
potabile e la corrente
elettrica, adesso,
grazie al concreto
impegno rispettato dal
PRT, esiste una
struttura efficiente e
confortevole in grado di
ospitare 700 studenti
(ragazzi e ragazze) che
si alterneranno in due
turni giornalieri.
Per la costruzione della
scuola -10 classi, 800
mq su 2 piani-
progettata per essere
facilmente accessibile
ed eventualmente
ampliata in un futuro, è
stato stanziato un
budget di 110.000 euro
dal Ministero della
Difesa Italiano
nell’ambito
dell’Executive Plan
2010.
La costruzione della
scuola ha visto
impiegati i lavoratori
locali che hanno
eseguito le opere
rispettando i tempi di
consegna. L’esclusivo
impiego di manodopera
afghana è teso anche a
favorire più opportunità
di lavoro agli abitanti
della zona.
Insegnare e apprendere,
sviluppando progetti di
educazione sostenibile:
il futuro stabile e
prospero delle giovani
generazioni afghane
passa anche da qui.
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Alluvioni nel Veneto
- Il 2° Reggimento
rientra a Trento



Trento, 25
novembre 2010 – Dopo
circa un mese di
lavoro sono rientrati
ieri sera in città i
militari impiegati per
l’emergenza maltempo in
Veneto. Il 2° Reggimento
genio guastatori alpino
di Trento, unità dotata
di mezzi, materiali e
personale
particolarmente idonei
ad intervenire in caso
di pubbliche calamità, è
intervenuto, nonostante
il concomitante impegno
nel Teatro Afgano, per
operare a favore delle
popolazioni colpite
dall’emergenza maltempo
nelle province di
Verona, Vicenza e
Padova.
In particolare, gli
alpini hanno operato
alle dipendenze del 8°
rgt g. gua. di Legnago,
responsabile per la
provincia di Verona, in
località Monteforte d’Alpone
(VR).
Il personale, partito
della Caserma Cesare
Battisti di Trento ed
accantonato presso
scuole e palestre
comunali, nelle due
settimane di impiego ha
avuto modo di lavorare
con i numerosi mezzi
speciali in dotazione
alle Unità del genio.
Per l’operazione in
Veneto, infatti, sono
stati impiegati:
autoribaltabili pesanti
e ASTRA con cassone
fisso, rimorchi Adamoli,
macchine operatrici,
terne ruotate, motopompe
carrellate, torri di
illuminazione, battelli
pneumatici fuoribordo,
attrezzature idrauliche,
motoseghe e diverse
serie di attrezzature
speciali del genio.
Grazie a
queste dotazioni, i
genieri alpini hanno
potuto soccorrere la
popolazione di
Monteforte d’Alpone ed
aiutare la pubblica
amministrazione nel
mantenimento dei servizi
pubblici, la raccolta
dei materiali di risulta
ed il ripristino della
viabilità. Con i gommoni
in dotazione il
personale del
2°Reggimento genio
guastatori, di concerto
con le squadre dei
Vigili del Fuoco, ha
immediatamente evacuato
le persone rimaste nelle
abitazioni allagate, ha
provveduto al rinforzo e
alla riparazione degli
argini collassati la
notte del 31 ottobre e
si è occupato della
distribuzione di
sacchetti a terra per
comporre barriere di
contenimento delle
acque. l’Unità ha
“prodotto” giornalmente
circa 20.000 sacchetti,
pompato acqua per
liberare strade e
abitazioni, bonificato
le strade
dall'immondizia e dal
fango. Oltre a questo i
genieri alpini sono
stati anche affiancati
alle Forze dell’Ordine,
con pattugliamenti
notturni sulle strade
allagate, per deterrenza
contro lo sciacallaggio.
La catastrofica
situazione causata
dall’alluvione di fine
ottobre in Veneto non è
stata, purtroppo, uno
scenario nuovo per i
guastatori alpini
impegnati nei soccorsi
alle popolazioni; il 2°
Reggimento genio
guastatori che in
passato si era distinto
nel disastro del Vajont
(1963), del Friuli
(1976) ed in Irpinia
(1980) era stato,
infatti, recentemente
impiegato anche in
occasione delle gravi
calamità in Pakistan
(2006), Abruzzo (2009)
ed Haiti (2010).
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Gli Alpini del 5° curano
la popolazione locale
grazie ai medicinali
donati dall’ANA


Herat,
Afghanistan – 04
novembre 2010 – I
militari del 5°
Reggimento alpini della
Task Force Centre di
stanza a Shindand hanno
condotto un’attività
medica a favore della
popolazione locale
grazie ai medicinali
donati dall’Associazione
Nazionale Alpini (ANA)
di Bergamo e di Brescia.
Nel villaggio di Chahak
a circa 5 chilometri da
Shindand i militari
hanno allestito una
clinica mobile che ha
permesso di prestare
soccorso sanitario ad un
centinaio di civili,
molti dei quali bambini
ed anziani e a circa 20
donne.
Il primo soccorso e la
somministrazione di cure
mediche di base è una
delle attività più
richieste dalla
popolazione che spesso,
per mancanza di
strutture ospedaliere
adeguate, non riesce a
vedere assicurata
nessuna assistenza
sanitaria.
Grazie al considerevole
numero di farmaci donati
dall’ANA, il 5°
Reggimento alpini potrà
svolgere assistenza
sanitaria alla
popolazione locale con
frequenza settimanale
raggiungendo anche i
villaggi più remoti
della propria area di
responsabilità vasta
quanto il Piemonte e la
Valle d’Aosta.
L’attività ha visto
impegnati anche gli
specialisti del 2° Genio
di Trento che hanno
verificato l’eventuale
presenza di ordigni
esplosivi improvvisati
garantendo la
sicurezza sia dei
militari che della
popolazione locale.
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1° TROFEO ROSARIO
PONZIANO


Bolzano. Il giorno
19
ottobre, presso lo
stadio Druso,
si è disputato l’incontro di
calcio fra gli arbitri
della locale sezione di
Bolzano ed i militari
del 4° reggimento alpini
paracadutisti per
l’assegnazione del
“Trofeo Rosario
Ponziano”.
L’evento sportivo si è
svolto per
ricordare la figura del caporal maggiore scelto
Rosario Ponziano in
occasione del 1°
anniversario della
scomparsa, avvenuta il
15 ottobre 2009, durante
un’attività di servizio
in Afghanistan.
L’iniziativa, lanciata
dalla sezione arbitri
di Bolzano di cui
Rosario era membro, ha
trovato il pieno
consenso degli alpini
paracadutisti, che
vogliono mantenerne vivo
il ricordo, ancora nei
cuori di tutti coloro
che lo hanno conosciuto
e lo hanno apprezzato
come uomo e come
soldato.
L’incontro sarà
organizzato ogni anno ed
il trofeo, custodito
dalla squadra
vincitrice, sarà rimesso
in palio l’anno
successivo.
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Master “OPERATORI DI
PACE”
del Fondo Sociale
Europeo presso il 6°
reggimento alpini


Dal 2004 il Comando
Truppe Alpine,
partecipa, con il 6°
reggimento alpini di
Brunico (BZ), alle
attività di formazione
degli operatori di pace
/mediatori dei
conflitti, organizzate
dalla Provincia di
Bolzano e
dall’Università di
Bologna.
Il Master
universitario, frutto di
una programmazione
congiunta di più
soggetti, viene
organizzato dalla
Formazione professionale
in lingua italiana di
Bolzano con un
finanziamento del Fondo
Sociale Europeo.
Lo scopo del corso è
quello di formare
personale in grado di
intervenire nelle
situazioni di crisi, per
ridurre le tensioni e
favorire il dialogo come
forma di risoluzione
delle controversie
locali, nazionali ed
internazionali,
attraverso l’aiuto
umanitario e la
cooperazione
internazionale.
La collaborazione si
concretizza in
un’esercitazione
teorico-pratica
denominata “Wild Horse
6”, svolta nell’area
addestrativa “San
Giorgio” di Brunico dal
12 al 14 ottobre 2010.
Durante questa fase, gli
studenti vivono, grazie
alle ambientazioni
realizzate degli alpini
del 6° rgt. nell’area
addestrativa
appositamente dedicata,
situazioni tipiche dei
Teatri d’operazione,
quali: intermediazione
culturale, negoziazione,
distribuzione di aiuti
umanitari, dispensa di
cure mediche, scorta ai
convogli e controllo
della folla.
Questo appuntamento
sottolinea l’impegno nel
settore della
cooperazione civile –
militare allo scopo di
aumentare la conoscenza
e la comprensione
reciproca, permettendo
di mantenere le basi per
un indispensabile
collegamento in ambiente
operativo con le
organizzazioni civili (Comprehensive
Approach).
*****************************************************
Il
Presidente AVIS Bolzano,
rag. Diego Massardi,
incontra il
Gen. D. Alberto
Primicerj, Comandante
delle Truppe Alpine.

Bolzano, 7 ottobre 2010
– Il Presidente AVIS
Bolzano, Diego Massardi,
e la Vicepresidente
Claudia Schwarze hanno
incontrato il Comandante
delle Truppe Alpine,
Gen. D. Alberto
Primicerj.
L’AVIS, con oltre 6.000
iscritti nella sola
città di Bolzano,
rappresenta una concreta
realtà multi-lingue
dell’Alto Adige che
promuove molteplici
iniziative per aumentare
la conoscenza dei
problemi relativi alla
raccolta di sangue per
esigenze terapeutiche e
di primo soccorso.
Particolarmente positivo
è risultato, quest’anno,
l’intervento al
“Festival studentesco”
ed a “Vivi Città”.
I confortanti dati
raccolti che, oltre a
garantire
l’autosufficienza a
livello locale
potrebbero consentire il
trasferimento del sangue
donato anche verso le
altre Regioni,
testimoniano l’ottimo
livello del lavoro
svolto, ma le sempre
crescenti esigenze non
consentono cali di
attenzione.
In questo contesto la
Forza Armata, in
particolare il gruppo
AVIS “AVES ALTAIR”, è
una consolidata realtà,
che gode il pieno
appoggio del Comando
Truppe Alpine.
Il Comando, in seguito
all’incontro, provvederà
a diffondere il
materiale promozionale
dell’AVIS in tutte le
Caserme della Provincia
di Bolzano.
Chiunque sia interessato
a partecipare a questa
importante realtà può
mettersi in contatto con
l’associazione AVIS al
numero 0471 400874 o
direttamente presso la
sede di Corso Italia n.
13/M.