Shindand:
i genieri italiani neutralizzano
un pericoloso ordigno rudimentale lungo
la strada tra Herat e Farah
Herat, 16
agosto 2010 – Nella giornata di ieri gli
specialisti del genio della Task Force
Centre hanno neutralizzato un pericoloso
ordigno rudimentale nei pressi di
Adraskan, lungo il tratto della Ring
Road che collega Herat a Farah.
La bomba, rinvenuta all’interno di un
canale di scolo che attraversa la
strada, era stata segnalata dalla
polizia afgana agli Alpini della Task
Force che opera a Shindand, i quali
hanno scortato sul posto un team IEDD (Improvised
Explosive Device Disposal),
specializzato nella rimozione di ordigni
improvvisati.
I genieri sono intervenuti con il robot
telecomandato e con i cani anti
esplosivo, e hanno proceduto al
brillamento sul posto dell’ordigno,
costituito da una granata e da un
dispositivo di attivazione a distanza“Le
operazioni di pattugliamento condotte
dalle forze locali e di ISAF lungo la
Ring Road, l’anello stradale che collega
le principali città dell’Afghanistan,
sono costanti e stanno portando alla
rimozione di ordigni rudimentali che
costituiscono una minaccia incombente
principalmente per la popolazione civile
oltre che per i militari”, così ha
dichiarato il colonnello Giulio Armando
Lucia, comandante del 3° reggimento
Alpini e della Task Force Centre.
PIANETA DIFESA: TORNANO A CASA I
GIOVANI DELLO STAGE
Nella mattinata del 30 luglio
2010, nella caserma di S. Candido, le
ragazze e i ragazzi che hanno concluso
la loro breve esperienza militare presso
il 6° reggimento alpini hanno ricevuto
il saluto di commiato da parte del Vice
Comandante delle Truppe Alpine, Generale
di Brigata Gianfranco Rossi. Hanno
accompagnato il Generale, l’assessore
FEICHTER per l’amministrazione comunale
di San Candido, con l’ing. Sebastiano
Favero e Marco Valditara, Vice
presidenti dell’Associazione nazionale
Alpini (ANA), responsabili, con i
colleghi dell’associazione nazionale
paracadutisti d’Italia, di raccogliere
le adesioni dei 250 giovani che hanno
svolto la loro “mini-naja” anche nelle
sedi di Aosta e Pisa.
Il lavoro promozionale svolto
dall'Associazione Nazionale Alpini ha
fatto registrare un numero di adesione
al di sopra delle aspettative, tanto che
per il prossimo settembre è già allo
studio un possibile secondo turno
dell’edizione 2010 di Pianeta Difesa .
I giovani hanno avuto la possibilità di
scoprire e respirare la dimensione della
montagna, da sempre palestra di vita per
un alpino, attraverso la quale si è in
grado di vivere e sopravvivere in tutte
le circostanze. Montagna che accresce il
rispetto e la fiducia in se stessi e
negli altri, rende consapevoli dei
propri limiti, insegna a rispettare
l'ambiente e a sviluppare il senso di
solidarietà verso chi è in difficoltà.
Nel tracciare un bilancio dell'attività
il Col. Alessandro Pinelli, Comandante
del 6° rgt. alpini responsabile del
progetto, ha evidenziato come si possa
essere soddisfatti degli esiti, che
hanno visto i ragazzi impegnarsi oltre i
loro limiti personali per non cedere,
cementare tra di loro un sano spirito di
corpo e, soprattutto, recepire i valori
ed il significato di fare il soldato, il
"cittadino soldato", valori che oggi,
con la sospensione della leva,
sono sempre meno diffusi e meno
percepiti dalle giovani generazioni.
Una grande emozione ha caratterizzato il
momento della consegna del simbolo della
specialità alpina. La consegna del
“cappello” ha, infatti, concluso questa
esperienza proprio nel giorno in cui i
militari di tutta Italia si raccolgono,
in occasione della celebrazione delle
esequie solenni a Roma, intorno ai
famigliari del sottotenente Mauro Gigli
e del caporal maggiore capo scelto
Pierdavide De Cillis, caduti in servizio
martedì 28 luglio, durante un operazione
di bonifica nel corso della missione
ISAF della Brigata alpina Taurinense in
Afghanistan
Si concluderà il30 luglio 2010,
la seconda edizione di PIANETA DIFESA; i
giovani che quest’anno si sono
confrontati con la cosiddetta “mininaja”
ad Aosta, Pisa e San Candido
riceveranno, nel corso di un breve
saluto, il copricapo di specialità
“simbolo” delle Unità in cui hanno
svolto la loro esperienza in divisa.
Lo Stage formativo/informativo, nato con
l’obiettivo di far conoscere il ruolo e
la funzione della Difesa nel sistema
Paese e fornire una preparazione di base
teorico–pratica per le attività di
protezione civile e di volontariato, ha
conseguito gli scopi prefissati..
Le attività svolte, teoriche e pratiche,
hanno impegnato i giovani costringendoli
ad un programma intenso e faticoso.
Superato il disorientamento iniziale, i
ragazzi hanno reagito con
determinazione, dimostrando carattere e
voglia di fare. In questo contesto hanno
superato in brevissimo tempo ansie,
remore e timori e si sono applicati per
apprendere le prime nozioni di difesa
personale, di primo soccorso (Basic Life
Support), di topografia e sicurezza in
montagna, per affrontare qualche marcia
e superare tratti in parete di roccia.
I giovani assegnati al 6° rgt. alpini, a
conclusione dell’attività continuativa
esterna che li ha visti impegnati in un
pernottamento all’addiaccio, hanno
effettuato la ferrata del Lagazuoi dove,
oltre alle tecniche di movimento in
montagna, si sono avvicinati alle pagine
di storia che gli alpini hanno scritto
in quei luoghi durante la Grande Guerra.
VERONA, 19 luglio 2010
– Si sono presentati stamattina alla
stazione ferroviaria di VERONA i 120
giovani che
parteciperanno alla seconda edizione
dello stage formativo PIANETA DIFESA
2010, presso il 6° reggimento alpini a
San Candido (BZ). Altri 90 volontari
sono stati destinati al Centro
Addestramento Alpino di AOSTA e 40 si
addestreranno presso la scuola di
paracadutismo della Brigata “Folgore” di
PISA.
Ragazzi e ragazze, stamattina si sono
presentati al punto di accettazione
organizzato presso la stazione
ferroviaria e dopo aver caricato trolley
e zaini civili sui camion militari,
hanno raggiunto la Caserma “Duca” di
Montorio Veronese per la “vestizione”
cui è seguito, nel pomeriggio, il
trasferimento nella caserma Cantore di
San. Candido (BZ).
Cosi i giovani, che numerosissimi si
erano segnalati tramite l’ANA e l’A.N.P.d'I
per partecipare a questa breve “full
immersion”
nella vita militare, dopo aver
precedentemente superato severi test
psico-fisici presso i Centri di
selezione per i Volontari in Ferma
Prefissata (VFP), possono ora iniziare
questa interessante esperienza con
l’Esercito.
Lo Stage formativo/informativo nasce con
l’obiettivo di far conoscere il ruolo e
la funzione della Difesa nel sistema
Paese e dare una preparazione di base
teorico–pratica spendibile nelle
attività di protezione civile e nel
volontariato.
Le attività proposte saranno teoriche e
pratiche: struttura ordinativa e
funzioni delle Forze Armate;
cooperazione civile-militare; norme
igienico sanitarie per la vita in
collettività, nozioni di primo soccorso
(Basic Life Support), procedure radio e
ancora istruzione formale, ginnastica,
difesa personale, elementi di topografia
e tecniche di movimento in montagna
(sicurezza, nodi, ancoraggi, marce,
ecc.).
Per i ragazzi di Pianeta Difesa
domenica 25 luglio, dalle 11.00 alle
13.30, verrà organizzata, aperta a tutti
gli interessati, una mostra di mezzi e
materiali in dotazione all’Esercito
Italiano presso la Caserma “Cantore” di
San Candido (BZ).
Shindand: Alpini e Forze
di Sicurezza Afghane in supporto
al World Food Programme per la
popolazione di Ghwor
Shindand,
Afghanistan 12 luglio – Gli alpini della Task Force
Centre in collaborazione con le
forze di sicurezza afghane hanno
condotto a destinazione, fornendo la
necessaria cornice di sicurezza, un
convoglio di 35 autocarri del World
Food Programme carichi di aiuti
alimentari per la popolazione della
provincia di Ghwor, una tra le più
povere dell’Afghanistan.
L’operazione è stata condotta in stretta
partnership con le forze del 6°Kandak
(battaglione) della 2ª Brigata del 207°
Corpo dell’Afghan National Army, nonché
della Afghan National Police di Shindand
e Adraskan.
Il movimento, si è svolto lungo un
itinerario di quasi 100 kilometri
percorsi in circa 13 ore lungo la strada
sterrata che verso est attraversa i
distretti di Adraskan e Farsi,
caratterizzati da zone desertiche e
montagnose tra le più remote dell’area
di responsabilità italiana e mai
precedentemente attraversate via terra
da forze del Regional Command West di
ISAF.
Si è trattato di un ottimo esempio di
come una operazione può essere condotta
in piena partnership in tutte le sue
fasi, dalla pianificazione alla sua
esecuzione, per conseguirne gli
obiettivi e contemporaneamente
incrementare ogni giorno di più le
capacità delle forze di sicurezza afghane di garantire un domani ed in
autonomia la sicurezza del territorio.
Il
7 luglio 2010 a Passo Falzarego,
nell’area Torri del Falzarego – Col dei
Bos gli Alpini si è svolta l’esercitazione alpinistica
“FALZAREGO 2010”, a conclusione dei Corsi
di alpinismo svolti dalle Brigate
“Julia” e “Taurinense”, dal Centro
Addestramento Alpino e dal 4° reggimento
alpini paracadutisti che, per oltre un
mese, si sono cimentati sulle pareti
delle Alpi Aurine, delle Dolomiti di
Sesto e del Gruppo del Sella.
L’attività, svolta alla
presenza delle massime Autorità
politiche della Difesa e dei Vertici
della Forza Armata, ha visto la scalata
in contemporanea di cinque differenti
vie delle Torri di Cima Falzarego
(grande e piccola) e di altre due vie
sul Col dei Bos.
Sono state effettuate traversate
aeree, discese a corda doppia,
trasferimenti di personale con l’uso
della teleferica e simulati alcuni
interventi di soccorso ad alta quota con
l’uso di elicotteri e recupero di
infortunati utilizzando anche gli
aeromobili dell’Aviazione dell’Esercito.
Una
compagnia di alpini, con equipaggiamento
da combattimento, si è arrampicata su di
una via attrezzata, mentre una seconda
ha dato
luogo ad una esercitazione
tecnico-tattica dimostrativa con
aeromobili e forze per operazioni
speciali del 4° rgt. alpini
paracadutisti.
Appassionati della montagna e turisti
interessati hanno assistito
all’attività svoltasi con profondo
impegno e passione dagli alpini dei
reparti impegnati.
Operazione ‘Omid’: gli Alpini del 9° ricostruiscono
un ponte distrutto
dagli insorti e neutralizzano diversi ordigni a
ovest di Farah
Herat, 21 Giugno 2010 – Gli Alpini del 9°
reggimento impegnati nell’operazione ‘Omid’ –
avviata per garantire tra l’altro la libertà di
movimento nella provincia di Farah – hanno
ricostruito un ponte distrutto il 6 giugno a Pusht
Rod dagli insorti, lungo la strada che collega Farah
con la zona occidentale della provincia.
Le
comunità della zona hanno segnalato il fatto agli
Alpini della Task-Force South che hanno subito
pianificato - insieme all’esercito afgano - il
ripristino dell’asse su cui vengono trasportati i
prodotti agricoli destinati ai mercati di Farah.
L’intervento - durato diversi giorni con temperature
superiori ai 45° - ha visto una prima fase in cui è
stato bonificato il tratto che congiunge il
capoluogo a Pusht Rod, durante la quale sono stati
ritrovati due ordigni esplosivi improvvisati e
altrettante bombe inesplose. Il tutto è stato fatto
brillare in sicurezza dagli specialisti del 32°
genio integrati nel dispositivo in atto.
Nella seconda fase sono state sgomberate le macerie
del ponte distrutto, che è stato immediatamente
sostituito da un prefabbricato posizionato dai
genieri inquadrati dalla Task-Force South.
“Abbiamo risposto rapidamente a un vero e proprio
sabotaggio rivolto contro i villaggi di Pusht Rod da
parte degli insorti, i quali hanno anche seminato
ordigni lungo la strada per cercare di impedire il
nostro intervento di ricostruzione”, così il
colonnello Franco Federici, comandante degli Alpini
della Task-Force South.
Calceranica al Lago (TN), 17/06/2010.
Alle ore 10.30, al termine dei discorsi
introduttivi del Tenente Colonnello
Giuseppe MONTALTO, Comandante del 4°
reggimento Alpini Paracadutisti di
BOLZANO, e del Dott. Sergio MARTINELLI,
sindaco di Calceranica, è stato tagliato
il nastro che ha sancito l’inizio dell’Open
day 2010.
L’annuale incontro tra la cittadinanza
locale e la Forza Armata, giunto alla
quarta edizione, rappresenta da sempre
un’occasione per familiarizzare e
consolidare gli ottimi legami che
intercorrono tra l’Alta Valsugana e la
blasonata unità per operazioni speciali
dell’Esercito Italiano.
Gli
Alpini Paracadutisti, per l’occasione,
hanno allestito una mostra statica di
mezzi e materiali in dotazione al
reparto sulle rive del lago di
Caldonazzo e hanno messo a disposizione
dei più ardimentosi una palestra
artificiale di arrampicata per provare,
assistiti da esperti istruttori di
alpinismo, l’ebbrezza dell’arrampicata
sportiva.
Tra i
mezzi presenti si sono potuto ammirare
le capacità anfibie del veicolo
cingolato BV 206 (in dotazione a tutte
le Truppe Alpine) che ha dato spettacolo
navigando sul lago, fra lo stupore e la
meraviglia dei convenuti.
A causa
delle avverse condizioni meteorologiche,
purtroppo, non è stato possibile
effettuare la tanto attesa attività
aviolancistica, esercizio che da sempre
coniuga notevole difficoltà tecnica ad
elevato effetto scenografico. Con la
speranza che il tempo sia più clemente,
il Comune di Calceranica al Lago ed il
4° reggimento Alpini Paracadutisti, nel
ringraziare tutti i partecipanti,
rinnovano sin d’ora l’invito all’Open
day 2011.
CONCLUSA ESERCITAZIONE
“CLEVER FERRET” IN UNGHERIA
CONITALIANI, UNGHERESI E SLOVENI
IN PREPARAZIONE PER L’AFGHANISTAN
Bolzano, 8 giugno 2010 – Sono
rientrati da Vezsprem (Ungheria), i
militari del Comando Truppe Alpine
che hanno gestito l’esercitazione
“Clever Ferret”; tre settimane di
intensa attività addestrativa,
riproducendo sul campo tutte le insidie
e le difficoltà della missione in
Afghanistan che vedrà impegnata, dal
prossimo ottobre, la Multinational Land
Force (MLF) della Brigata Alpina “Julia”,
composta da reparti italiani, sloveni e
ungheresi. Teatro dell’esercitazione è
stata l’area addestrativa di Varpalota,
in Ungheria, dove i militari di MLF si
sono esercitati nella difesa da attacchi
terroristici, in operazioni di controllo
e nella risposta al fuoco da terra e da
mezzi aerei. In particolare, gli
Alpini si sono addestrati a far
fronte al rischio di ordigni
improvvisati (IED) e attacchi congiunti
che costituiscono oggi una delle
principali minacce per chi opera fuori
area. L’esercitazione si è avvalsa
dell’apporto di aerei AMX
dell’Aeronautica Militare Italiana che
hanno permesso di condurre
l’addestramento con nuclei JTAC (Joint
Tactical Air Controller) per guidare
missioni aeree in supporto alle forze
schierate sul terreno. Sono stati
inoltre impiegati elicotteri da
combattimento MI24, elicotteri
multiruolo MI17 e aerei Gripen in
dotazione alle Forze Armate ungheresi.
Le fasi di addestramento sono state
seguite anche dalle massime autorità
militari dei tre Paesi partecipanti. In
tale contesto, l’esercitazione,
co-diretta dal Vice Comandante delle
Truppe Alpine, Gen. B. Gianfranco ROSSI,
è stata visitata dal Capo di Stato
Maggiore della Difesa, Gen. Vincenzo
Camporini, che ha espresso apprezzamento
per il lavoro svolto e per la notevole
capacità di coesione dell’unità
multinazionale, pronta così ad
affrontare l’imminente impegno in
Afghanistan.
<<Con “Clever Ferret 2010” abbiamo
proseguito e integrato nel migliore dei
modi la preparazione per l’immissione
nel teatro afghano – ha detto il
Comandante della Brigata MLF “Julia”,
Gen. Marcello Bellacicco – le unità
hanno dimostrato ottime capacità di
impiego e di collaborazione che
costituiscono il miglior preludio alle
attività operative che, a breve, saremo
chiamati ad affrontare>>.
Ungheria giovedì 27
maggio - E’
entrata nel vivo l’esercitazione
multinazionale “Clever Ferret 2010” che
si sta svolgendo in Ungheria nei pressi
del lago Balaton, nel poligono di
Varpalota, ampia area addestrativia di
oltre 350 km quadrati già attiva ai
tempi dell’Unione Sovietica ora
utilizzata per amalgamare eserciti di
paesi appartenenti alla NATO uniti per
un unico fine: garantire la sicurezza
comune.
L’esercitazione, che vede impiegata la
“MLF” (Multinational Land Force), forza
Multinazionale incentrata sulla Brigata
alpina “Julia” comprendente forze
Italiane, ungheresi e slovene, è stata
inaugurata martedì 25 maggio 2010 e si
concluderà il 2 giugno 2010. La
cerimonia si è aperta con i discorsi di
saluto del Tenente Generale Tibor Benko,
Comandante del Comando Interforze
ungherese e con l’intervento del
Comandante della Brigata Julia, Generale
di Brigata Marcello Bellacicco, di
fronte ai reparti schierati delle tre
nazioni.
L’Italia partecipa
all’esercitazione con cellule del
Comando Truppe Alpine di Bolzano,
con il Comando della Brigata “Julia” e
alcune sue unità: il 3° reggimento
artiglieria da montagna di Tolmezzo, il
5° reggimento alpini di Vipiteno e il 2°
reggimento genio guastatori di Trento,
quest’ultimo appena rientrato dalla
missione umanitaria di Haiti, oltre a
nuclei di specialisti di altri reparti.
I vertici della Difesa
dei tre Paesi partecipanti
presenzieranno alle attività
esercitative piu importanti, mentre i
reparti sul terreno svolgeranno tiri ed
addestramenti propedeutici ad impieghi
operativi in scenari di crisi
internazionali, con particolare
attenzione per le procedure
tecnico-tattiche di prevenzione contro
minacce di forze ostili. In questa sede
verranno anche validate le forze
italiane di prossimo impiego nel Teatro
Operativo afgano, nella missione NATO di
peace-keeping denominata ISAF
(International Security Assistence
Force).
Mentre a 30 km da Bala Murghab perdevano
la vita in un’esplosione vile il
sergente maggiore Massimiliano Ramadù e
il caporal maggiore scelto Luigi
Pascazio, il Provincial Reconstruction
Team era a Karokh, in provincia di Herat,
per la posa della prima pietra di una
scuola elementare.
Nell’arco della stessa giornata si sono
manifestate due facce opposte di questa
complessa e difficile missione in
Afghanistan: portare sicurezza nelle
aree pericolose e portare sviluppo nelle
aree più povere del Paese.
Quando è giunta la notizia della
scomparsa dei commilitoni della brigata
alpina Taurinense, la giornata di festa
a Karokh si è trasformata in un lutto
commosso. Ad Herat centinaia di
testimonianze di solidarietà dagli
abitanti della città che hanno imparato
a conoscere il PRT Italiano, da anni
impegnato sul fronte della ricostruzione
e dello sviluppo.
Tra i tanti messaggi di condoglianze,
quelli delle autorità locali, con cui
esiste una stretta collaborazione in
molti campi, tra cui la pubblica
istruzione. E allora ecco l’idea,
semplice e condivisa con gli stessi
afgani, di intitolare ai nostri due
caduti la scuola appena cominciata.
Nelle 12 classi della scuola, che sarà
pronta a settembre, studieranno più di
1200 alunni e alunne altrimenti
costretti all’analfabetismo. Si tratterà
di un progresso importante per la zona e
al tempo stesso del modo più solido e
concreto per ricordare Massimiliano e
Luigi: quello che porta la faccia
migliore di una missione a volte dura e
dolorosa.
Santa Messa a suffragio dei caduti della
Brigata Alpina “TAURINENSE”
Alle ore 10.00 del 20 maggio 2010 nel Duomo
cittadino, alla presenza del Sindaco di
BOLZANO - Dr. Luigi Spagnolli, del Vice
Prefetto - Dr. Pasquale Aversa, del Vice
Presidente della Giunta Provinciale - Dr.
Christian Tommasini, del Vice Presidente del
Consiglio Provinciale Dr. Mauro Minniti è
stata celebrata una Santa Messa a suffragio
del sergente maggiore Massimiliano Ramandù e del
caporal maggiore scelto Luigi Pascazio del 32°
reggimento genio alpino Brigata Taurinense,
caduti nell’adempimento del dovere lo scorso
17 maggio, durante la missione ISAF
nell’Afghanistan nord-occidentale.
La presenza delle massime autorità civili e
militari del capoluogo e della Regione, con
le nutrite rappresentanze delle Associazioni
Combattentistiche e d’arma e di numerosi
cittadini ha dato un’ennesima dimostrazione
del forte senso di solidarietà che il Paese
ha verso le sue Forze Armate.
Il Comandante della Divisione Tridentina,
Generale di Brigata Gianfranco ROSSI, ha
ringraziato i convenuti, rivolgendo un
doveroso omaggio alle due vittime ed
augurando una pronta guarigione al caporal
maggior Gianfranco Scirè, ricoverato presso
l’Ospedale militare del Celio, ed un esito
favorevole per il delicato intervento cui è
stata sottoposta in Germania il caporale
Cristina Buonacucina, rimasta anch’essa
ferita nell’attacco terroristico e non
ancora rientrata in Italia.
Nell’omelia del Celebrante e nel saluto del
Gen. Rossi sono stati, inoltre, espressi
sostegno e riconoscenza anche verso tutti i
militari ed i civili che continuano con
determinazione e spirito di sacrificio il
loro impegno in Afghanistan.
Alla Caserma Salsa il 14 maggio 2010, il
Comandante della Brigata Alpina Julia,
Generale di brigata Marcello Bellacicco ha
sovrinteso alla cerimonia del Cambio del
Comandante del 7° Reggimento Alpini di
Belluno tra il Col. Fabio Majoli, cedente, e
il Col. Paolo Sfarra, subentrante.
Il Col. Majoli, nella sua allocuzione, ha
voluto ricordare le principali attività
condotte durante il suo periodo di comando,
evidenziando l’impegno profuso durante la
missione ISAF in Afghanistan, da gennaio ad
aprile del 2009, e l’operazione “Strade
Sicure”, dall’agosto a novembre 2009, nonchè
le numerose esercitazioni svolte sulle Alpi
del Bellunese.
Il Col. Sfarra che ha già comandato il
Battaglione Alpini “Feltre” dal 2004 al 2006
ha ricevuto in consegna il Comando del
Reggimento che nel prossimo semestre sarà
impegnato, con tutta la Brigata Alpina Julia,
in una nuova missione in Afghanistan.
Alla cerimonia erano presenti numerose
autorità militari e civili, tra le quali il
Sindaco di Belluno, Antonio Prade.
Shindand:
missione compiuta per i bersaglieri
del 1° reggimento che passano le consegne
agli alpini del 3°.
HERAT, Afghanistan (Apr. 27) – Cambio al
vertice della Task-Force Center del Regional
Command West di Herat: gli alpini del terzo
reggimento hanno dato oggi il cambio ai
bersaglieri del 1° reggimento di Cosenza che
hanno concluso sei mesi intensi di missione
a Shindand, nella regione occidentale
dell’Afghanistan.
Il passaggio simbolico di consegne tra il
colonnello Francesco Maria Ceravolo –
comandante del 1° - e il colonnello Giulio
Armando Lucia è avvenuto nella base
operativa avanzata ‘La Marmora’ alla
presenza delle autorità del distretto e del
generale Claudio Berto, da pochi giorni alla
guida del Regional Command West di
ISAF (International Security and
Assistance Force, il contingente NATO
che opera in Afghansitan su mandato delle
Nazioni Unite).
Sicuramente positivo il bilancio per i
bersaglieri del 1° che – con il contributo
dei guastatori del 5° genio - hanno
sostenuto le forze afgane nel delicato
compito di migliorare le condizioni di
sicurezza in uno dei distretti più remoti
della regione, in cui fino all’estate scorsa
le forze internazionali erano praticamente
assenti: i distretti di Shindand, Adraskan e
Farsi sono considerati oggi tra i più sicuri
della regione.
La presenza sul terreno è stata capillare,
con un plotone del 1° che è stato schierato
in permanenza nella valle di Zirkoh - una
delle aree più sensibili della regione - e
due compagnie sempre di pattuglia, quasi
sempre integrate con unità dell’esercito
afgano e della task-force statunitense che
operano nella stessa zona. Nel corso delle
operazioni di contrasto agli insorti si è
registrato il ferimento in azione di sei
militari della Task-Force.
Sul fronte dello sviluppo e della
governance i bersaglieri del colonnello
Ceravolo hanno favorito la realizzazione di
numerosi progetti da parte del PRT italiano
(Provincial Reconstruction Team,
l’unità che promuove la ricostruzione e lo
sviluppo nella provincia di Herat),
riportando le esigenze delle comunità del
distretto di Shindand con le quali sono
stati tenuti ben 182 incontri in sei mesi.
Con i fondi del Ministero della Difesa
appaltati a ditte locali, il PRT ha
costruito due scuole, scavato 15 pozzi per
l’acqua potabile e portato a termine il
ponte che collega le due sponde dello
Shindand Rud - il fiume che separava due
degli agglomerati più popolosi della valle
di Zirkoh - rimuovendo così un ostacolo allo
sviluppo economico per oltre mezzo milione
di afgani.
Per gli alpini del 3° reggimento di Pinerolo,
subentranti quali unità costituente la
Task-Force, si tratta della sesta esperienza
in Afghanistan, la prima nella zona di
Shindand.
Si completa così lo schieramento della
brigata alpina Taurinense nell’ambito del
Regional Command West di ISAF: per la
prima volta una grande unità dell’Esercito
Italiano si troverà ad operare con tutti i
suoi reggimenti al di fuori del territorio
nazionale. Oltre al 3° reggimento di
Pinerolo saranno schierati su tutta la
regione ovest dell’Afghanistan il 2° di
Cuneo, il 9° dell’Aquila, il 1° artiglieria
da montagna di Fossano e il 32° genio di
Torino.
Bolzano, 25 aprile 2010 - Il 65°
anniversario della Liberazione è stato
celebrato, nell’ambito della città di
Bolzano, con un complesso di cerimonie
concordate con l’Amministrazione Comunale e
solennizzate dalla presenza di un picchetto
di Alpini in armi.
Alle ore 09.30, in Municipio, alla presenza
del Commissario del Governo, dott. Fulvio
Testi, del Comandante delle Truppe Alpine,
Generale di Divisione Alberto Primicerj, del
Sindaco di Bolzano, Luigi Spagnolli, dalle
massime autorità locali civili e militari e
delle rappresentanze delle Associazioni
Combattentistiche e d’Arma, si è svolta la
deposizione delle corone in onore dei
“Caduti per la Patria, la libertà e la
Pace”.
Nella stessa mattinata sono stati resi,
inoltre, gli onori alla memoria del Maestro
Franz Innerhofer, alla Medaglia d’Oro Salvo
D’Acquisto, alla lapide a ricordo dei
partigiani Manlio LONGON e Gianantonio MANCI
posta all’ingresso del Comando delle Truppe
Alpine, alla “Stele dei Caduti per la
Liberazione”, in Piazza Adriano e, in via
Resia, al Muro del Lager in onore degli ex
internati.
VISITA
DELL'ADDETTO MILITARE DELLA FEDERAZIONE
RUSSA
In data 21
aprile 2010 l’Addetto Militare della
Federazione Russa in Italia, Colonnello
Sergey SEMENOV, ha visitato il Comando
Truppe Alpine di Bolzano.
Il Generale
di Divisione Alberto Primicerj, Comandante
delle Truppe Alpine, ha ricevuto l’ospite e,
nel corso di un briefing al palazzo alti
comandi, gli sono state illustrate le
principali caratteristiche delle Truppe
Alpine.
Trasferita
all’Alpe di Siusi con gli aeromobili del 4°
rgt. ALTAIR di Bolzano, l’autorità in visita
ha potuto assistere ad un’esercitazione
dimostrativa del 4° reggimento alpini
paracadutisti. I “ranger”,
effettuati
diversi aviolanci dai veivoli Dornier 228 e
AB 205 dell’aviazione dell’Esercito, hanno
effettuato un movimento sci alpinistico ed
un azione di rappeling (discesa con corda da
elicottero)tipiche modalità di infiltrazione
dei reparti per operazioni speciali per
condurre un colpo di mano.
Il generale Claudio Berto, comandante della
Taurinense, ha assunto in data 20 aprile 2010 la guida del Regional Command West
di ISAF - il comando NATO per la regione ovest
dell’Afghanistan - ricevendo il testimone dal generale Alessandro Veltri della
brigata Sassari.Saranno
oltre 5.000 i militari di undici nazioni alle
dipendenze del generale Berto, 3.400 dei quali appartenenti alle quattro forze
armate italiane. Gli alpini della Taurinense saranno circa 1800, provenienti da
tutti i reggimenti della brigata: il 2° di Cuneo, il 3° di Pinerolo, il 9°
dell’Aquila, il 1° artiglieria da montagna di Fossano e il 32° genio di Torino.E’ la prima
volta che un’unità alpina partecipa ad un’operazione all’estero con tutti i suoi
reggimenti e si tratta per la
Taurinense
di un debutto nella regione di Herat: la brigata dal
2001 ad oggi aveva operato in Afghanistan solo nella regione di Kabul.Ospite
d’onore della cerimonia il sottosegretario alla difesa Guido Crosetto, che ha
passato il tricolore dalle mani del comandante della Sassari a quelle
del generale Berto, che lo custodirà per i prossimi
sei mesi.
I militari della Taurinense saranno
impegnati sul fronte della sicurezza e
dello sviluppo, in una missione
complessa alla quale si sono preparati
negli scorsi quattro mesi, integrando
l’addestramento militare e alla montagna
con un training mirato a contrastare la
minaccia degli ordigni esplosivi
improvvisati.
ANALIZZATI I DATI DEGLI INTERVENTI EFFETTUATI
DAGLI ALPINI DEL ”SOCCORSO PISTE”
PER GLI INCIDENTI INCIDONO SIGNIFICATIVAMENTE
TIPO DI PISTA E CONDIZIONI DELLA NEVE.
14 aprile 2010 – Esaminati i dati degli
interventi effettuati dai militari del Comando
Truppe Alpine durante la stagione sciistica
2009/2010 emerge che poco meno del 70% degli
infortuni interessa gli arti inferiori mentre,
grazie anche al diffondersi dell’uso del casco,
i traumi alla testa sono solo il 7,3%.
Superiore la percentuale femminile tra gli
infortunati (54% contro il 46% dei maschi) che
solo nel 3,3% dei casi hanno dovuto ricorrere
all’impiego di un elicottero per essere
trasportati nelle varie strutture sanitarie.
Contenuti anche gli interventi per infortuni
dovuti a scontri tra sciatori (4%) e malori
sulle piste (3,3%).
Contrariamente a quanto si potrebbe credere, il
maggior numero di interventi si è registrato
sulle piste di media difficoltà (ROSSE), mentre
sulle più difficili (NERE) si è avuto solo l’11%
degli incidenti, percentuale inferiore anche
rispetto alle piste più facili (BLU - 12,4%).
Per quanto attiene alle condizioni
meteorologiche, il cattivo tempo non ha
influenzato l’andamento, solo il 4% degli
infortuni è avvenuto in presenza di nebbia ed il
3,4% nevicate durante, mentre ben il 66,5% ha
avuto luogo in giornate soleggiate.
Diversa è l’influenza dovuta al tipo di neve: il
64,4% dei casi si è avuto con neve dura, il 16,1
con neve fresca, il 10,8 con neve umida, l’8,0
con neve ghiacciata e lo 0,7% con neve crostosa.
Gli alpini, da sempre custodi della sicurezza in
montagna, equipaggiati con attrezzature di primo
soccorso, toboga e motoslitte necessarie per il
trasporto di eventuali infortunati a valle, in
coordinamento con il “servizio 118,”. Durante
questa stagione hanno fornito il loro prezioso
contributo presso le seguenti stazioni
sciistiche: Comprensorio Alta Badia, Croda Rossa
di Pusteria e Passo del Tonale (Trentino Alto
Adige), Limone Piemonte, Sestriere e Artesina
(Piemonte), Campo Felice, Ovindoli e Prati di
Tivo (Abruzzo), Tarvisio (Friuli Venezia Giulia)
e Lagazzuoi/Falzarego, Arabba e Marmolada
(Veneto), località dove i reparti alpini
effettuano anche il loro addestramento in
ambiente innevato per il mantenimento della
capacità operativa, al fine di essere sempre
prontamente impiegabili.
COMANDO TRUPPE ALPINE
AVVICENDAMENTO DEL CAPO DI STATO MAGGIORE
Il Comandante delle Truppe Alpine, Generale di
Divisione Alberto Primicerj, ha salutato
il Generale di Brigata Marcello Vito Giacomo
Bellacicco che il giorno 11 aprile ha ceduto
l’incarico di Capo di Stato Maggiore per
assumere, il prossimo 16 aprile a UDINE, quello
di Comandante della Brigata alpina “JULIA”.
Gli cede il Comando della prestigiosa Brigata il
Generale di Brigata Gianfranco Rossi che, di
prevista designazione a Bolzano, assumerà
l’incarico di Vice Comandante delle Truppe
Alpine e Comandante della Divisione
“TRIDENTINA”.
La Brigata “JULIA”, attualmente impegnata in
fase di approntamento, sostituirà tra sei mesi
la Brigata “TAURINENSE” quale responsabile del
“Comando Regionale Ovest“ dell’Afghanistan (RC-West
di Herat), dove la Grande Unità sarà impiegata,
per la prima volta dal secondo dopoguerra, con
tutti i suoi reggimenti per presidiare questo
vastissimo territorio.
CELEBRATO IL PRECETTO PASQUALE
DELLA COMUNITA’ MILITARE DI BOLZANO
Bolzano, 29 marzo
2010. La
comunità militare di Bolzano si è ritrovata nel
Duomo cittadino per celebrare la tradizionale,
ma sempre molto sentita, celebrazione del
Precetto Pasquale.
La liturgia Eucaristica,
presieduta S.E. Monsignor. Karl Golser,
Vescovo di Bolzano-Bressanone e concelebrata dai
Cappellani Militari della 3ª zona pastorale
-Trentino Alto Adige - ha visto una attenta e
numerosa partecipazione di alpini, carabinieri,
finanzieri, poliziotti, trasmettitori, cavalieri
dell’aria, crocerossine e membri delle
Associazioni
Combattentistiche e
d’Arma della provincia, con i propri labari e
gagliardetti.
Nutrita la
partecipazione delle Autorità civili che, con la
Dottoressa Francesca De Carlini, Capo di
Gabinetto del Commissariato del Governo, il
sindaco Luigi Spagnolli e il vice presidente del
Consiglio provinciale Mauro Minniti, hanno
voluto testimoniare la loro vicinanza alla
comunità militare.
S.E. Monsignor Karl
Golser, nell’omelia, ha evidenziato come la fede
cristiana deve aiutare a compiere il proprio
servizio verso i fratelli bisognosi con spirito
di sacrificio e altruismo.
Dopo la conclusione
della liturgia, il Comandante delle Truppe
Alpine, Generale Alberto Primicerj, a nome di
tutti i militari di Bolzano, dopo aver
ringraziato gli intervenuti alla cerimonia
eucaristica, rivolgendosi a S.E. Monsignor Karl
Golser gli ha espresso la sua gratitudine per
aver presieduto alla celebrazione e per aver
convocato, in questa solenne occasione, tutti i
cappellani militari intorno all’Altare. A questi
ultimi ha rivolto un particolare pensiero per la
discreta ma costante e premurosa presenza con
cui accompagnano sempre i militari nelle loro
attività quotidiane.
Il Comandante ha
concluso il suo breve intervento affidando alla
preghiera del Vescovo gli uomini e le donne in
uniforme che celebreranno la prossima Santa
Pasqua in servizio, e soprattutto quelli
impegnati in missioni internazionali, ricordando
in particolare gli alpini che stanno ultimando
il loro impegno umanitario ad Haiti, quelli che
prestano servizio a KABUL e i 3000 uomini della
Brigata TAURINENSE che in questi giorni stanno
raggiungendo HERAT per assumere la
responsabilità del Comando Regionale Ovest
dell’Afghanistan.
La liturgia è stata
animata dal Coro “Chiesa Parrocchiale
Carmelitani di Bolzano”, diretto dal Maestro dr.
Adriano Miori.
PROGETTO
“PIANETA DIFESA”: IL COMANDANTE DELLE TRUPPE ALPINE
GEN. D. ALBERTO PRIMICERJ SALUTA LE “RECLUTE”
Il giorno 15
settembre 2009 a S. Candido (BZ), sede del 6°
reggimento alpini, il Generale di Divisione Alberto
Primicerj ha dato il benvenuto ai 145 giovani che
volontariamente hanno aderito al progetto “Pianeta
Difesa” concepito e voluto dal Ministro delle Difesa
On. Ignazio La Russa.
Si tratta di 100
ragazzi e 45 ragazze che hanno manifestato la
volontà di conoscere al meglio e da dentro la realtà
militare, che negli ultimi 20 anni è sempre più
proiettata ed impiegata in contesti internazionali e
nelle principali aree di crisi del mondo.
Al progetto “Pianeta
Difesa” ha contribuito l’Associazione Nazionale
Alpini (ANA) responsabile di raccogliere le
iscrizioni dei giovani che sono state ben al di
sopra delle aspettative, segno tangibile del legame
della società con il mondo militare e in particolare
con quello alpino.
L’attività nella
giornata iniziale di lunedì 14 settembre è stata
caratterizzata dall’accoglimento delle “neo
reclute” presso l’85° reggimento addestramento
volontari di Montorio Veronese (VR) dove sono stati
seguiti dal personale d’inquadramento del 6°
reggimento alpini e dove hanno avuto l'occasione di
indossare per la prima volta l’uniforme.
Al termine della
vestizione, nel pomeriggio, le “neo reclute” hanno
trovato sistemazione alloggiativa nella caserma
Cantore di S. Candido.
Giovedì
9 luglio 2009 a Passo Falzarego, nell’area Torri del
Falzarego – Col dei Bos, alla presenza del
Sottosegretario alla Difesa On. Guido CROSETTO, del
Sottosegretario di Stato alla Difesa On. Giuseppe
COSSIGA e altre autorità militari, primo fra tutti
il Generale di Corpo d’Armata Armando NOVELLI,
Comandante delle Forze Operative Terrestri, nonché
di rappresentanti militari di Paesi alleati e amici,
ha avuto luogo l’esercitazione alpinistica
“FALZAREGO 2009” organizzata dal Comando Truppe
Alpine. L'attività costituisce la naturale
conclusione dei corsi alpinistici svolti dalle
Brigate Alpine “Julia” e “Taurinense”, dal Centro
Addestramento Alpino di Aosta e dal 4° reggimento
alpini paracadutisti, che per circa un mese si sono
cimentati sulle pareti delle Alpi Aurine, delle
Dolomiti di Sesto e del Gruppo del Sella.
L’esercitazione, aperta al pubblico, ha
rappresentato il momento culminante e più
qualificante dell’addestramento estivo che le Truppe
Alpine svolgono nell’ambiente a loro più congeniale.
L’attività in montagna, come più volte ribadito dal
Generale di Divisione Alberto PRIMICERJ, Comandante
delle Truppe Alpine, costituisce l’elemento
fondamentale e fondante della specialità, ed è
strumento indispensabile che consente all’alpino di
operare in ambienti particolarmente impegnativi.
Questa particolare capacità è quanto mai attuale
alla luce delle situazioni operative in cui i
reparti alpini sono stati recentemente chiamati ad
operare durante le missioni internazionali in atto,
soprattutto in Afghanistan. L’esercitazione ha
interessato le principali vie di arrampicata delle
Torri di Cima Falzarego e del Col de Bos che sono
state affrontate da circa 300 uomini e donne,
supportati da due elicotteri del 4° Reggimento AVES
“ALTAIR” di Bolzano. Anche per quanto riguarda il
soccorso ed il recupero di infortunati si è potuto
assistere, tra l’altro, ad episodi di discesa in
corda doppia con tecnica speleologica ed al recupero
di infortunati a mezzo elicottero con l’impiego del
verricello. La “FALZAREGO 2009” è stata quindi un
momento di conferma delle capacità alpinistiche
tipiche dei reparti delle Truppe Alpine.
ESIBIZIONE
DELLA FANFARA DELLA BRIGATA ALPINA TAURINENSE
La Fanfara della Brigata Alpina Taurinense si è
esibita in un concerto la sera di venerdì 19
giugno nella suggestiva cornice della Rotonda
Antonelliana della cittadina di Castellamonte in
provincia di Torino, nell'ambito
dell'iniziativa di solidarietà per l'Abruzzo
promossa dalla Croce Rossa Italiana. Al concerto
hanno assistito oltre 1000 persone entusiaste.